domenica 24 giugno 2007

La rivolta delle Gladiatrici


LA RIVOLTA DELLE GLADIATRICI
(Italia/USA, 1973). Regia: Aristide Massacesi e Steve Carter; Produzione: Roger Corman e Mark Damon per New World Pictures; Sceneggiatura: John William Corrington e Joyce Hooper Corrington; Fotografia: Aristide Massacesi; Musica: Francesco De Masi. Scenografia: Bartalomeo Scabia; Costumi: Luciana Marinucci; Interpreti: Margaret Markov, Pam Grier, Lucretia Love, Paul Muller, Daniele Vargas, Mary Count, Rosalba Neri, Silvio Laurenzi, Peter Cester, Mimmo Palmara, Antonio Casale, Salvatore Baccaro. Durata © 90’

Nei boschi di Gallia la bionda sacerdotessa Bodicia (M. Markov) viene catturata insieme ad altre ragazze da soldati romani a cavallo, che irrompono durante un rito cerimoniale uccidendo gli uomini presenti. Nello stesso tempo, una scena simile si ripete in Nubia, dove viene catturata Manawi, una ballerina nera (P. Grier). Le ragazze vengono quindi portate in Italia, alla corte di Brundisium (l’antica città di Brindisi) e qui sono destinate a servire come schiave, con il compito di servire vino e offrire i loro favori sessuali ai gladiatori che combattono nell’arena. A causa di un violento alterco tra donne avvenuto nelle cucine, l’organizzatore dei giochi della città, il sadico ed effeminato Timarcus (D. Vargas) decide di farle combattere nell’arena, in modo da risvegliare l’interesse declinante del popolo verso i combattimenti. Le affida così alla tutela del maestro gladiatore Septimus (Peter Cester, alias Pietro Ceccarelli), che finisce per innamorarsi dell’ingenua Lucinia (M. Count). I primi combattimenti tra donne si rivelano noiosi per il pubblico, dacchè nessuna finisce ferita o uccisa. La folla inizia a reclamare sangue, e le ragazze vengono allora obbligate a combattimenti mortali. L’arena inizia presto a tingersi di sangue, e alla fine le sopravvissute, capitanate da Mamawi e Bodicia, per evitare la morte organizzano un piano di fuga. Tra le gladiatrici scoppia la rivolta, e dopo un violento combattimento riparano nelle catacombe della città, dove trovano un tunnel che le porterà verso la libertà.


Sorta di Spartacus al femminile, la pellicola è oggi un cult nonostante il basso budget e alcune incongruenze nella trama. I meriti sono soprattutto di Corman e delle forte presenza scenica di una eroticissima Pam Grier… un incontro tra miti! I costumi, i decori dei set e le scene di combattimento sono buoni, e nella versione integrale sono presenti numerose immagini di stupri e di nudo che rasentano il soft-core. Il ruolo di Joe D’Amato (nom de plume di Aristide Massacesi) nella direzione della pellicola è stato ampiamente discusso, ma pare che il film sia stato in buona parte girato da lui. Anche il cast è prevalentemente europeo, e vi figurano tutti i maggiori caratteristi del cinema-spaghetti dell’epoca, tra cui Daniele Vargas, Mimmo Palmara e Antonio Casale (gli ultimi due apparendo nei credits americani come Dick Palmer e Anthony Vernon). Vi recita inoltre Rosalba Neri (nel ruolo di Cornelia, la moglie di Timarcus) una icona del cinema di genere, e vi fa una comparsata Salvatore Baccaro (l’indimenticabile mostro de La Bestia in Calore ) qui nel ruolo di un servo. Anche se la produzione è americana, il film è stato girato completamente in Italia, dov’è uscito nel 1973. Per la sua versione Usa, rilasciata più tardi, prima con il titolo di The Arena, poi con quello di The Naked Warriors (Le Guerriere Nude), pare sia intervenuto Joe Dante quale montatore e supervisore.

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